In viaggio con la canzone d'autore

Eccomi

Utente: Faustonet
Sono un amante della musica d'autore, prevalentemente italiana.
Raccolgo qui le mie impressioni, ma non solo.

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Questo blog non è un essemmesse!

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gulliveriana in Grande Sud

venerdì, 28 agosto 2009
Silvio, adesso denuncia anche me!

Postato da: Faustonet a 14:17 | link | commenti (1)

domenica, 26 luglio 2009
Grande Sud

Buone vacanze a tutti! :)



C’è una musica in quel treno
che si muove e va lontano
musica di terza classe
in partenza per Milano
c’è una musica che batte
come batte forte il cuore
di chi parte contadino
ed arriverà terrone.
C’è una musica in quel sole
che negli occhi ancora brucia
nell’orgoglio dei braccianti
figli della Magna Grecia
in quel sogno di emigranti
grande come è grande il mare
che si porta i bastimenti
per le Americhe lontane
(E chi parte oggi pe’ turnare crai(1)
e chi è partuto ajere pe’ un turnaremai).
Grande sud che sarà
quella anonima canzone
di chi va per il mondo
e si porta il sud nel cuore.
Grande sud che sarà
quella musica del ghetto
di chi va per il mondo
e si porta il suo dialetto.
(None none none none
Lieva la capa da lu sole
Ca t’abbruciarrai lu viso
Perdarrai lu tuo colore
None none none none
Piglia lu libro e va alla scola
Quando te ‘mpari a legge e a scrive
Tanto te ‘mpari a fa l’amore)(2)
C’è una musica nei sogni
di chi dorme alle stazioni
negli antichi sentimenti
delle nuove emigrazioni
c’è una musica nel viaggio
dalla terra di nessuno
di chi porta nel futuro
i tamburi del villaggio.
(Zehey maro nandeha
Nandeha ny lefa jialy
Nmatsiaro anareo
Matsiaro antanana).(3)
Grande sud che sarà
quella anonima canzone
di chi va per il mondo
e si porta il sud nel cuore.
Grande sud che sarà
quella musica del ghetto
di chi va per il mondo
col suo ritmo maledetto
E sarà quel racconto
E sarà quella canzone
Che ha a che fare coi briganti
E coi santi in processione
Che ha a che fare coi perdenti
Della civiltà globale
Vincitori della gara
A chi è più meridionale.
(E chi parte oggi pe’ turnare crai(1)
e chi è partuto ajere pe’ un turnaremai).
(Zehey maro nandeha
Nandeha ny lefa jialy
Nmatsiaro anareo
Matsiaro antanana).(3)
(Muessi warire ure,
muesi warire ja,
muesi wala niripachungo) (4)
(wash ddani ghir lsani ma bqit nawed tani
wash ddani ghir Imor ma bquit nawed sar). (5)
Grande sud che sarà
quella anonima canzone
di chi va per il mondo
e si porta il sud nel cuore.


(Eugenio Bennato - Grande Sud)

Postato da: Faustonet a 11:35 | link | commenti (1)

giovedì, 26 febbraio 2009
Albergo a ore



lo lavoro al bar
d'un albergo a ore
porto su il caffè
a chi fa l'amore.
Vanno su e giù
coppie tutte eguali,
non le vedo più
manco con gli occhiali...
Ma sono rimasto là come un cretino
vedendo quei due arrivare un mattino:
puliti, educati, sembravano finti
sembravano proprio due santi dipinti !
M' han chiesto una stanza
gli ho fatto vedere
la meno schifosa,
la numero tre !
E ho messo nel letto i lenzuoli più nuovi
poi, come San Pietro,
gli ho dato le chiavi
gli ho dato le chiavi di quel paradiso
e ho chiuso la stanza, sul loro sorriso !
lo lavoro al bar
di un albergo a ore
porto su il caffè a chi fa l'amore.
Vanno su e giù
coppie tutte eguali
non le vedo più
manco con gli occhiali !
Ma sono rimasto là come un cretino
aprendo la porta
in quel grigio mattino,
se n'erano andati,
in silenzio perfetto,
lasciando soltanto i due corpi nel letto .
Lo so, che non c'entro, però non è giusto,
morire a vent'anni e poi, proprio qui !
Me Ii hanno incartati nei bianchi lenzuoli
e l'ultimo viaggio l' han fatto da soli:
né fiori né gente, soltanto un furgone,
ma là dove stanno, staranno benone !
lo lavoro al bar
d'un albergo ad ore
portò su il caffè
a chi fa l'amore...
lo sarò un cretino
ma chissà perché
non mi va di dare a nessuno
la chiave del tre !

(Herbert Pagani - Albergo a ore)

Postato da: Faustonet a 21:46 | link | commenti (1)

martedì, 27 gennaio 2009
Quel giorno in Gennaio

"Non è passato molto tempo, da quando è successa la tragedia, qui all'Hotel Savoy dal quale vi parlo. Non avrei mai immaginato di avere un'esperienza del genere ad un festival della canzone. Non si può arrivare a questo punto. Tenco con il suo gesto ha dato uno schiaffo a tutto un mondo. No, non è perché stato escluso, perché la sua canzone non ha vinto. É qualcosa di più profondo, indubbiamente, ma non sta a noi giudicare, sta a noi fare soltanto della cronaca.

É successo alle due e tre quarti. Noi stavamo ancora in smoking, al Casinò, c'erano delle discussioni, indubbiamente, chi aveva perso, chi aveva vinto. Poi improvvisamente è giunto un suo amico, stravolto, ha avvisato tutti, è stata una corsa di decine di macchine, a piedi, in macchina, qui all'hotel Savoy, abbiamo trovato la hall già piena, la tragedia era compiuta da pochi minuti. Ci siamo precipitati giù, nella dependance, dov'era Tenco, alla camera 219, vicino alla camera di tanti di noi che stavamo lì. É intervenuta la polizia, la camera è chiusa, non abbiamo visto niente, ci siamo guardati bene da entrare con la macchina da presa.

Cosa vi devo dire? Si discute ancora nella hall, adesso, sono le 5 del mattino. Si discute perché l'ha fatto. Si discute se il Festival di Sanremo debba proseguire domani o meno. Molti amici, molti nomi sono stati intervistati dai colleghi radiocronisti poco fa, che hanno fatto un servizio immediato su questa tragedia. A me manca il coraggio di interpellare chiunque. Nessuno è più in grado di parlare. Adesso, mano a mano che il tempo passa ci rendiamo conto che è una tragedia assurda, ma purtroppo è una tragedia accaduta, qui al Festival di Sanremo, vi rendete conto? Un festival di canzoni. Un festival di note musicali, di gorgheggi. Un festival che dovrebbe essere un festival gioioso, di melodie, di musiche.

Signori, questo gesto, assurdo sì, del caro Tenco, era un amico di tutti noi, non era il cantante Luigi Tenco, era un amico, era un semplice, questo gesto assurdo condanna tanta gente, condanna tanti di noi, di noi che facciamo parte di un determinato mondo moderno, di oggi, un mondo che ci ha presi e non ci lascia più."

Lello Bersani, servizio RAI del 27 Gennaio 1967 (il servizio non venne ritenuto adatto dai responsabili della Rai, e fu quindi trasmesso per la prima volta soltanto nel 1990, durante la trasmissione "Telefono Giallo").

Fabrizio De André dedicò immediatamente all'amico Luigi questa struggente canzone.

Postato da: Faustonet a 09:53 | link | commenti (2)

sabato, 03 gennaio 2009
Il pensiero di Povia

Sul Corriere della Sera appare questa intervista a Povia:

http://www.corriere.it/spettacoli/08_dicembre_31/povia_canzone_gay_sanremo_ca5bd3e2-d721-11dd-ad28-00144f02aabc.shtml

Premesso che Povia come artista non mi piace granchè, e che non sono d'accordo sul suo pensiero sui gay ("gay non si nasce, lo si diventa in base a chi frequenti", può valere in alcuni casi, non tutti!), mi associo in buona parte riguardo alle sue idee sulle reazioni scatenate dalla sua canzone (anzi, solo dal titolo, il testo nemmeno si sa ancora...).

Viva la libertà di pensiero.

Postato da: Faustonet a 10:37 | link | commenti (8)

mercoledì, 26 novembre 2008
Canto una Suora

Canto una suora, il vestito era bianco,
il sorriso era triste, la sua mano tremava
se toccava una cosa che non fosse sua.
Canto una suora che decise una scelta,
che si è giocata tutta una vita
senza avere neppure più un tetto.
Sì, canto una suora che prega tuttora,
e il pomeriggio nel parco lei sorride ai bambini;
se volta la testa non è per curiosità,
lei lo fa per donare un sorriso d'amore.
Canto una suora che ha avuto il coraggio
di amare un altro uomo che non fosse Cristo
ed oggi ha un bel viso ed ogni mattino
è una bella risata al destino.
Canto una sorella senza sorelle senza fratelli.
La solitudine è presente, lei piange continuamente.
Canto una suora che oggi ha un bel viso
ed ogni mattino è una risata al destino
e prima del suo sonno lei prega solenne
e spera ancora un po' di speranza.
Porca miseria, fra tanti sei sola
ed ora rischi come tutti gli altri
e così sai che cos'è il sacrificio,
adesso sai che cos'è il vero sacrificio.

Piero Ciampi - Canto una Suora
(Ciampi - Marchetti)

Postato da: Faustonet a 13:17 | link | commenti

venerdì, 31 ottobre 2008
Dedicato agli studenti

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

(Giorgio Gaber)

Postato da: Faustonet a 23:27 | link | commenti (1)

martedì, 07 ottobre 2008
Venezia, omaggio a Luigi Tenco

Il 28 settembre si è tenuto un concerto-omaggio a Luigi Tenco, per iniziativa della Sovraintendenza ai Beni Culturali, nello stesso spazio che viene sovente riservato al Presidente della Repubblica.
Si sono esibiti, con brani più o meno conosciuti del cantautore piemontese, Grazia De MarchiRoberto Nardin, accompagnati al piano da Giannantonio Mutto

Al termine sono state proiettate alcune clip tratte dal film "La cuccagna" in cui è stato possibile apprezzare il logo di BINARIO 21.

Di seguito, uno "slideshow" delle foto dell'evento e del finesettimana trascorso insieme agli amici di Binario 21.

E qui il video di Grazia De Marchi che propone Lontano lontano.

Postato da: Faustonet a 09:56 | link | commenti (1)

domenica, 21 settembre 2008
Ciao Ornella, ciao

Il 20 settembre Ornella ci ha lasciati per sempre. La tristezza è grande e le lacrime non saranno mai abbastanza per piangerla.

Postato da: Faustonet a 22:53 | link | commenti (12)

sabato, 09 agosto 2008
Ornella Benedetti

ClubTencoIl 27 gennaio 1967 Luigi Tenco muore nella sua stanza d'albergo, durante il Festival di Sanremo.
La mattina successiva, a qualche centinaio di km di distanza, c'è una donna che sta svolgendo i propri compiti da casalinga, quando a un certo punto ascolta dalla TV l'incredibile notizia del suicidio di Tenco.

Quella donna non conosce granchè di quel cantante che ha scelto una via così clamorosa per uscire di scena. Inizia a informarsi su di lui, ad ascoltare le canzoni, a capirne il messaggio. Per lei, è come un fulmine che la trafigge in modo indelebile.
Da quel momento, quella donna dedicherà una buonissima parte della propria vita a lui; scrive alla madre di Luigi, Teresa, riuscendo, nel pur breve messaggio racchiuso in una lettera, a farle capire che uno come suo figlio non può assolutamente rischiare di rimanere nel dimenticatoio di un polveroso scaffale di qualche amatore.
Chiede, dunque, la possibilità di istituire qualcosa che possa ricordare nel tempo Luigi, e portare avanti quello che aveva da dire. La proposta viene accolta e nasce, appena 4 mesi dopo la morte (siamo nel maggio del '67), il "Club Luigi Tenco" di Venezia, mentre la donna di cui parliamo è Ornella Benedetti.

Il Club diventò punto di riferimento per tanti giovani che avevano raccolto il messaggio di Luigi, e per Ornella questo significava scrivere e ricevere centinaia di lettere, ogni giorno, per mantenere vivo il rapporto con i soci.

Uno dei primi soci è Enrico De Angelis, futuro (e tutt'ora) Presidente del Club Tenco di Sanremo. Ecco cosa racconta in un'intervista di qualche anno fa:

Ornella riesce a convogliare molte energie giovanili sulla cosa. Dobbiamo tener conto che in quel momento Tenco era certamente tabù, anche per il solo fatto di essersi suicidato al Festival di Sanremo. Non è come adesso che è diventato un classico, un patrimonio culturale. Tutte le situazioni ufficiali, a cominciare dalla Rai, tendevano a rimuoverlo come personaggio. Per cui le sue canzoni non venivano proprio trasmesse. Una delle cose che faceva il club di Venezia era ad esempio di sollecitare i programmisti affinché passassero le canzoni di Tenco per radio. E quando questo succedeva era tutto un tam tam tra noi. Oppure quando un programmista inseriva una canzone di Tenco in radio di suo, subito noi gli mandavamo valanghe di ringraziamenti, bigliettini, complimenti, di modo che fosse incitato a ripetere la cosa.

Bisogna tener conto del clima dell'epoca: c'erano tanti ragazzi sparsi per l’Italia che avevano come punto di riferimento questa signora. Era quindi una cosa più ideale che concreta, pratica. Ci si sentiva per lettera e a volte per telefono. Forse proprio perché erano fan di Tenco sì come autore di canzoni, ma anche perché personaggio ombroso e con un fascino un po’ “maudit”, tra loro c'erano anche molti ragazzi un po’ "strani", tormentati, o anche naif. Erano comunque personaggi un po’ problematici. Ne ho conosciuto tanti e gli ho anche voluto bene... Vorrei sottolineare che siamo nel ‘67-’68 e argomenti come ad esempio l’omosessualità erano rigorosamente inaffrontabili.

Oltre alle attività con i soci, Ornella riesce ad instaurare un ottimo rapporto con Dalida (la partner professionale di Luigi al Festival), con la madre e con il fratello di Luigi, Valentino.

Dopo più di 40 anni, Ornella accoglie ancora con la grinta e la passione di una ragazza le persone vicine al mondo di Luigi. Non a caso, è ormai diventata la "Madre di tutti i Tenchiani".

Grazie Ornella!

Postato da: Faustonet a 00:22 | link | commenti (7)